Il Roma Jazz Festival è uno degli eventi più importanti celebrati nella capitale italiana e si colloca sicuramente su scala internazionale. L’organizzazione è nelle mani dell’International Music Festival Foundation che dal 2006 ha ereditato il lavoro già svolto in precedenza dalla Cooperativa jazz Festival International nata negli anni settanta.
Cenni storici della manifestazione
Nata nel 1976, dopo un periodo iniziale, ha trovato una vera e propria location a Roma nella Zona Eur fino ad acquisire la gestione di una parte dell’area delle “Tre Fontane” creando una struttura fissa che è nota con il nome di “Euritmia”. In seguito, per diverso tempo, il festival fu trasferito presso lo Stadio del Tennis del Foro Italico. Se dapprima si svolgeva nel periodo estivo e copriva molti eventi dell’estate romana, dalla seconda metà degli anni novanta si è trasformato in un evento autunnale riportandolo in ambienti più idonei all’ascolto e raccogliendo molta più attenzione da parte delle persone e soprattutto dei critici. Ma da circa cinque anni, la programmazione autunnale si è affiancata anche ad una estiva proponendo due periodi diversi e allungando il numero dei concerti e delle manifestazioni che invece, in passato, erano previsti per un periodo più limitato. Siam ora giunti alla trentacinquesima edizione del festival in svolgimento dal 8 al 30 Novembre e che vede in rassegna tantissimi artisti, tra cui: il Whine Shorter Quarter nell’Auditorium Parco della Musica, Danilo Rea e Flavio Boltro, il Trio D’en Bas dalla Francia, il Trio Colin Vallon dalla Svizzera etc.
IMF Foundation
Nata allo scopo di promuovere eventi musicali e dell’arte contemporanea, ha accompagnato il Roma Jazz Festival alla sua svolta del 2009: anno in cui, grazie ad una serie di ricorrenze particolari, l’evento è stato completamente dedicato alle etichette discografiche, sia vecchie che hanno fatto la storia della musica jazz e sia a quelle nuove che consacrano la nuova musica contemporanea. Tutta l’organizzazione nel corso degli anni si è sempre poggiata su uan duplice concezione: da un lato il Jazz visto come espressione culturale del 1900 e dall’altro il Jazz inteso come una forma di musica ecumenica e che quindi è in grado di accomunare tutti gli uomini del mondo e favorirne la comunicazione, come se fosse un unico linguaggio globale.
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